Freelance cose che hanno funzionato © Giada Carta

Il 16 ottobre 2015 ho dato le dimissioni dal mio storico lavoro da dipendente per entrare nel magico mondo dei freelance. Ho dato un preavviso lungo e ho continuato a lavorare fino al 18 dicembre, per poi buttarmi finalmente al 100% nella mia attività solo all’inizio del 2016, precisamente dal 18 gennaio, il giorno in cui ho aperto la mia partita IVA.

Nel giorno dell’anniversario delle mie dimissioni ho fatto un bilancio dei miei primi dieci mesi da freelance: la mia esperienza stava andando piuttosto bene, e ho pensato che condividere con te ciò che ha funzionato e quello che invece non è andato bene possa esserti d’aiuto se stai pensando di fare il grande passo anche tu o se l’hai appena fatto.

 

Soldi: parliamone

Dai, parliamo subito del tabù, di quella cosa che nessuno ti dice mai ma che è quella che vuoi sapere più di tutte, della domanda che mi fanno più spesso, e cioè: Giada, ce la si fa a campare da freelance e con un’attività particolare come la tua?

Per me la risposta è si: il mio obiettivo per l’anno 2016 erano 25800€ lordi, che trattandosi del mio primo anno di lavoro in proprio e del solo mercato italiano erano un obiettivo estremamente ambizioso. Dopo dieci mesi ne avevo guadagnati guadagnati 17700 e, considerato che a dicembre avevo previsto il lancio di una grossa novità, per il momento ero in linea con quanto mi ero proposta e speranzosa di centrare l’obiettivo.

Credo però che ci siano delle condizioni per riuscire ad andare bene da subito, cose da fare assolutamente e altre da non fare: nel prossimo post ti racconterò quali cose non hanno funzionato quest’anno, ma oggi voglio cominciare raccontandoti cosa invece ha funzionato e funziona a meraviglia per me.

 

Darmi obiettivi economici precisi e monitorarli costantemente

Partiamo dal presupposto che quello che distingue un hobby da un lavoro sono i soldi: l’hobby lo coltivi gratis e nel tempo libero, il lavoro è quello che ti porta a casa i soldi per mangiare. E’ fondamentale quindi, se vuoi che l’hobby diventi un lavoro, darti obiettivi economici precisi e costanti.

Io stabilisco a dicembre il mio obiettivo per l’anno successivo, che suddivido mese per mese. Prima dell’inizio di ogni mese stabilisco cosa voglio vendere e in che quantità per raggiungere quell’obiettivo. Una volta alla settimana controllo come stanno andando le vendite e, se mi rendo conto di non essere in linea col mio obiettivo, faccio qualcosa in più per correre ai ripari.

È quello che ho imparato in 13 anni di carriera nel retail, e credo che sia uno dei fattori più determinanti per il mio successo. I soldi non si fanno da soli e non arrivano dal cielo, quindi l’azione è fondamentale come lo è il monitoraggio: se ti accorgi che sei lontanissima dal tuo obiettivo solo al 25 del mese, ormai è tardi per correre ai ripari. Se non sai mai bene quanto stai guadagnando vuol dire che non stai prendendo la tua attività abbastanza sul serio, e qui arriviamo alla prossima cosa che per me ha funzionato.

 

La necessità

Io mi mantengo da sola e non ho alle spalle una famiglia che può aiutarmi economicamente: questo si è rivelato un motore potentissimo per il mio business, perché so che se non lavoro non mangio. Avere molti risparmi in banca o una famiglia o un partner che ti supportano economicamente è senz’altro una fonte di sicurezza e tranquillità, ma nella mia esperienza troppa tranquillità non fa bene al business perché, se sai che hai il culo parato, ti puoi permettere di adagiarti e spingere meno sulla tua attività, tanto se non guadagni abbastanza non succede niente.

Ti consiglio quindi, anche se hai la fortuna di un po’di sicurezza in più, di fare come se non fosse così: impegnati a gestire il tuo business come se non avessi un piano B e a mantenerti solo ed esclusivamente con i suoi proventi, vedrai che la tua motivazione sarà tutta un’altra cosa!

 

Pianificare

Nei primi sei mesi di attività mi sono sentita sempre in affanno, con l’impressione costante di rincorrere le mille cose da fare e l’idea quotidiana di non aver fatto abbastanza. Col tempo sono riuscita a inquadrare meglio il mio lavoro e a capire come agire d’anticipo, cosa che si è rivelata fondamentale anche per il raggiungimento dei miei obiettivi economici: seguire il flusso dell’ispirazione è sempre molto bello, ma ho capito che senza un piano è impossibile che un business funzioni bene, e così ho lavorato per coniugare al meglio ispirazione e struttura. Sembra una contraddizione, ma ti assicuro che non lo è e che creare un business equilibrato, pianificando in anticipo senza perdere la creatività, è possibile.

 

Il mio retreat

La settimana che ho passato da sola a Lanzarote è stata la cosa migliore che ho fatto nel 2016 per la mia attività. Ne sono uscita rigenerata e straripante di idee, con una nuova energia e una chiarezza di intenti pazzesca, e una nuova potentissima visione del mio business.

Durante il mio retreat ho creato questo corso gratuito che ha funzionato benissimo, raddoppiando la mia mailing list nel giro di tre giorni e portando nuova linfa tra le schiere delle mie fantastiche clienti.

Fermarmi un attimo a osservare la situazione della mia attività mi ha anche fatto vedere quanta strada ho fatto, e questo mi ha dato una botta di autostima che si è ripercossa sul lavoro in mille modi positivi.

 

Andare sempre avanti

Questa forse, insieme al focus sugli obiettivi economici, è tra tutte la cosa che più mi ha aiutato nel mio lavoro di quest’anno: non solo mi sono fatta un mazzo così e ho lavorato tantissimo, ignorando la fatica e rimanendo sempre concentrata sul mio obiettivo, ma soprattutto sono andata avanti nei momenti no, quelli in cui tutto sembrava andare male, i mesi in cui ho guadagnato pochissimo e ho pensato che la mia attività non avrebbe mai decollato e sarei dovuta andare a lavorare da Zara.

I momenti di sconforto ci sono stati e ci sono tutt’ora, ma non ho mai preso in considerazione l’idea di mollare o cercare strade alternative, nemmeno una volta. Nella seconda parte di questo bilancio ti racconto quali cose invece non hanno funzionato.