Atena © Giada Carta

Figlia di Zeus e Meti, Atena è la dea della guerra, della conoscenza e della vittoria. La storia narra che, in uno dei suoi soliti raptus sessuali, Zeus si congiunse a Meti, una divinità dell’oceano nota per la sua saggezza, ignorando un oracolo che gli aveva profetizzato che, se lei fosse stata di nuovo fecondata, sarebbe stato detronizzato dal figlio con lei concepito.

Passata la notte d’amore Zeus, per non rischiare, decise di ingoiare Meti per impedire che la profezia si avverasse: lei era già incinta di Atena e così, dopo un po’di tempo, Zeus si trovò torturato da un terribile mal di testa.

Per farselo passare chiese al dio Efesto di aprirgli una fessura sulla testa divina con un’ascia, e fu da quella fessura che nacque la vergine Atena, già adulta e corazzata di tutto punto e degna erede della sapienza della madre.

Atena uscì dalla testa del padre emettendo un agghiacciante grido di battaglia, affermandosi sin dal primo momento come una delle primedonne dell’Olimpo; mantenne sempre questo carattere attivo e battagliero e la sua nascita così particolare fece sì che, pur essendo una donna, fosse sempre schierata dalla parte degli uomini.

In una delle opere di Eschilo Atena dice: “Nessuna madre mi ha portato in grembo; ammiro l’uomo per tutte le sue azioni, salvo che per il matrimonio; io sono generosa, risolutamente dalla parte del padre.

Questa dea incarna la verginità scelta consapevolmente per godere della massima libertà di azione nella vita sociale e nel campo intellettuale.

Una delle storie che la riguardano ha a che fare con Medusa, una delle tre Gorgoni, fanciulla bellissima che, divenuta amante di Poseidone, ebbe la malaugurata idea di appartarsi insieme a lui per un amplesso in un tempio di Atena che, per vendicarsi, rese Medusa orrenda nell’aspetto e repellente: i suoi occhi diventarono fiamme, i capelli serpenti, i denti zanne lunghissime, la lingua le sporgeva dalla bocca e bastava guardarla negli occhi per essere trasformati in pietra dal terrore.

Quando Perseo decise di lanciarsi nell’impresa di uccidere Medusa Atena, che non l’aveva mai perdonata per la sua profanazione, lo aiutò donandogli uno scudo argenteo per vederne il riflesso, in modo da sferrare il colpo mortale senza guardare la Gorgone direttamente.

Una volta uccisa Medusa grazie all’ingegnoso piano di Atena, Perseo portò la testa della Gorgone in dono alla vergine, ed è per questo che la vediamo spesso ornare lo scudo o l’elmo di Atena come un trofeo.

Secondo una delle chiavi di lettura più accreditate, questo mito simboleggia la razionalità rappresentata da Atena che vince sulla sessualità selvaggia del femminile arcaico rappresentata da Medusa, e apre la strada a un nuovo modello archetipico, quello del divino femminile asservito al principio maschile.

Atena diventa quindi il simbolo del patriarcato, e tale si conferma nella trilogia dell’Orestea in cui il poeta Eschilo racconta dell’aiuto elargito da Atena al giovane Oreste, colpevole di aver ucciso la madre Clitennestra per vendicare l’assassinio del padre Agamennone.

Nella cultura greca antica il matricidio era il più grave dei peccati e le Erinni, spietate divinità della vendetta, perseguitavano chiunque se ne macchiasse fino a renderlo pazzo. In questa evoluzione del mito Atena riesce a placare le Erinni istituendo un tribunale che riesce a far loro accettare l’uccisione della madre da parte di Oreste come vendetta per quella del padre.

Il principio patriarcale trionfa nettamente, in un sistema regolato non più da leggi ataviche e viscerali ma da nuove leggi basate sulla razionalità, e le Erinni diventano le Eumenidi, “le benevole”, concedendo infine a Oreste il perdono.

Atena è quindi la dea che più di tutte rappresenta il passaggio da una cultura matrifocale a una patriarcale e per questo è spesso poco amata da chi si interessa di spiritualità femminile, ma non bisogna trascurare il fatto che in questo archetipo relativamente giovane e di grande potere sono confluite tante dee del passato.

Se avrai voglia di approfondire la mitologia legata a questa dea quindi sono sicura che avrai molte sorprese, e non dimenticare di leggere ogni storia in profondità, per trovare le tracce di quel potere femminile che Atena sembra contribuire a cancellare e che invece ha aiutato a modo suo a preservare.

Nei millenni in cui al potere del femminile selvaggio non è stato consentito di emergere infatti è stata Atena con la sua razionalità a sopravvivere, e con lei il potere femminile: è l’unica dea le cui statue continuano a trionfare in ogni università, l’unica dea che la società patriarcale ha accettato di continuare ad onorare, e probabilmente non è un caso.

Atena infatti è la dea della vittoria e del successo, colei che trova sempre il modo di prevalere e di raggiungere il suo scopo creando strategie astute ed efficaci, quella che non si lascia intralciare dale emozioni ma agisce con freddezza per arrivare in vetta.

Questo fa di lei l’archetipo perfetto da coltivare quando vogliamo essere produttive nel lavoro: nel vocabolario di Atena la parola “mollare” non è contemplata e questa dea ci trasforma in stacanoviste instancabili, inflessibili prima di tutto con noi stesse. Trovare scuse per non progredire è severamente vietato e ogni altra esigenza è messa in secondo piano rispetto a quello che conta di più: raggiungere il successo e la vittoria rispetto all’obiettivo del momento.

Atena è l’archetipo della spietata donna manager, di tutte le donne che hanno dovuto lottare per affermarsi in un mondo governato da un maschile fuori controllo assumendo le caratteristiche da esso esaltate, e a un occhio poco attento può rappresentare tutto quello che chi sta recuperando le vie dell’antico femminino sacro vuole evitare…

Ma quello che l’occhio attento vede se guarda bene sotto la corazza di Atena è il potere femminile che sopravvive grazie alla sua capacità di trasformazione, il suo potere più grande, quello che accomuna tutti gli archetipi, Atena inclusa.

Quando ti trovi davanti a una sfida, chiama Atena e lei risponderà, con una generosità e un’abbondanza di risorse che ti stupiranno se non hai mai attivato questo archetipo dentro di te in precedenza. Se vuoi sviluppare la tua relazione con questa dea incredibile, puoi iniziare da qui.

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