Empowerment © Giada Carta

Empowerment è una parola che in italiano non esiste. Se dovessimo tradurla letteralmente dovremmo dire qualcosa di osceno tipo “impoteramento” e quindi, anche se quando esiste una parola italiana per esprimere un concetto la uso anziché abusare dell’inglese, in questo caso ne siamo sprovviste e l’inglese ci tocca.

Il fatto che in italiano non esista nemmeno mezza parola per descrivere il concetto di empowerment è abbastanza allarmante, e la dice lunga secondo me su tante dinamiche del nostro paese; molti italiani non sanno cosa questo termine significhi, molti altri lo associano a certe immagini inquietanti di uomini d’affari rampanti che si lanciano senza freni alla conquista del mondo per accrescere senza scrupoli il proprio potere, stile Trump.

Solo che empowerment non vuol dire niente di tutto ciò: certo, a volte può significare l’attribuzione di poteri particolari a qualcuno, ma più spesso vuol dire invece restituire alle persone parte del proprio potere, ed è in questa accezione che ho deciso di usare questa parola quando ho scelto l’empowerment come valore fondante del mio lavoro.

L’empowerment possiamo raggiungerlo da sole attraverso un percorso di cambiamento e crescita personale: niente di trascendentale, parlo di quando prendiamo finalmente in mano la nostra vita e decidiamo da sole che direzione darle; oppure possiamo raggiungerlo con l’aiuto degli altri, lasciandoci ispirare da persone che rappresentano un esempio per noi e ci spingono a trasformarci.

Ho scelto di fare il lavoro che faccio perché le donne nel mondo hanno ancora un bisogno allarmante di empowerment, e la cosa grave è che spesso non se ne accorgono perché aver acquisito determinati diritti le porta a pensare che ormai certe battaglie siano finite quando non è affatto così, perché spesso senza nemmeno accorgercene ci scontriamo con un sistema che cerca sistematicamente di affermare il proprio potere affossando il nostro.

Empowerment è ogni volta che rifiutiamo di avere il peso della cura degli altri tutto sulle nostre spalle, ogni volta che pretendiamo una divisione dei compiti equa nelle nostre case, ogni volta che diciamo un no per tutelare i nostri spazi, ogni volta che ci vestiamo come ci pare, ogni volta che ci rifiutiamo di preoccuparci del giudizio degli altri.

Empowerment significa guardarsi dentro e accettarsi come si è a priori, anche se decidiamo che vogliamo fare dei cambiamenti a partire da domani, significa cercare e seguire la propria strada ad ogni costo, significa procedere indomite verso la nostra realizzazione mettendoci sempre al primo posto, significa recuperare ognuna di quelle parti di noi che abbiamo trascurato o perso lungo il cammino e costruire la vita che desideriamo al di fuori di ogni desiderio e aspettativa che non siano autentici e davvero nostri.

Empowerment è ogni volta che scegliamo consapevolmente quali cambiamenti fare, ogni volta che chiariamo agli altri come possono e non possono trattarci, ogni volta che ci guardiamo allo specchio e sorridiamo alla nostra immagine, ogni volta che viviamo una giornata secondo i nostri termini, ogni volta che accettiamo con amore e fiducia le nostre contraddizioni e ogni volta che riconosciamo le nostre differenze rispetto allo standard sociale come un valore da tutelare e non più come qualcosa da appianare per essere più simili a come qualcuno che non siamo noi ci vuole.

Empowerment significa lavorare per diventare davvero noi stesse, per parlare con la nostra voce più vera e selvaggia, per trasformare ogni cosa secondo i nostri desideri e vivere una vita che ci corrisponde e ci somiglia nei valori e nella quotidianità, e significa migliorarsi instancabilmente per recuperare ogni pezzo di sé ed essere intere.

Forse pensi che questo concetto non possa applicarsi a te perché non ti senti ancora “arrivata” ma la verità è che quello di arrivare è un ideale falso, perché nella vita tutto si trasforma sempre.

Per questo empowerment non significa acquisire il potere di fare qualcosa o di arrivare da qualche parte, significa piuttosto tirare fuori sempre qualcosa di nuovo da sé durante il viaggio, per creare magie nella nostra vita con le qualità che abbiamo dentro.

Significa sfoderare sempre la parte migliore di te mentre procedi nella tua vita, senza rinnegare o detestare le cose di te che ti piacciono meno e sentendoti centrata e soddisfatta del percorso che stai facendo, anche quando non sei affatto arrivata, e significa cercare l’amore per te stessa e il riconoscimento di quanto vali dentro anziché fuori di te.

Il mio empowerment è iniziato quando sono andata a vivere da sola, ho deciso di impegnarmi per abbandonare una relazione sbagliata e di provare comunque a ottenere un lavoro per cui ufficialmente non avevo i requisiti. Certamente allora non mi sentivo arrivata e posso dire anche che è stato un inizio doloroso, ma quello spostamento interiore che mi ha dato la chiara sensazione di essere sulla strada giusta anche se ero ancora ben lontana da dove volevo essere l’ho sentito subito.

Cerca anche tu questa sensazione, cercala ad ogni costo, anche se stare ferme è più comodo, anche se farsi condizionare dagli altri è più facile, anche se lavorare su di sé è una delle cose più faticose del mondo: sii coraggiosa, sii libera, sii te stessa.

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