Demetra © Giada Carta

Demetra, una delle dee vulnerabili che è l’archetipo tradizionalmente legato al nutrimento e alla maternità, è spesso molto amata perché associata alla fertilità, ma è un archetipo che nasconde anche alcuni lati ombrosi non da poco e quindi è molto importante che sia in equilibrio.

Delle figlie di Rea e Crono Demetra era la più spensierata: non pensava al matrimonio ma non disdegnava le gioie del sesso, e incarnava l’abbondanza in un mondo agricolo, quello dei raccolti.

Demetra infatti era tradizionalmente associata alle messi e al grano e incarna la terra fertile che, per essere tale, deve essere fecondata dall’esterno: per questo Demetra accettò di unirsi persino con Zeus, il suo stesso fratello col quale generò Kore.

La metafora della terra che necessita di un intervento esterno per essere fecondata è ottima per comprendere il carattere di questo archetipo, uno dei tre vulnerabili e che hanno bisogno, cioè, di un intervento esterno per sentirsi completi e realizzati.

Nel caso di Demetra il focus è sempre sulla famiglia: le donne caratterizzate da questo archetipo sentiranno il desiderio di avere figli sin dalla più tenera età e si realizzeranno prendendosi cura della prole e del proprio compagno e nel vedere in loro il riconoscimento dei propri sforzi.

Della lunga sofferenza di Demetra in seguito al rapimento di Kore abbiamo già parlato in questo post dedicato a Persefone, ma ci sono storie interessanti relative al tempo passato da Demetra alla ricerca della figlia.

Dopo aver scoperto da Elio cosa fosse accaduto a Kore Demetra, in preda alla rabbia, si rifiutò di tornare sull’Olimpo e, disperata, prese la forma di una vecchia per vivere in mezzo agli esseri umani senza essere riconosciuta.

Giunse in questa veste a Eleusi dove regnava Celeo e, incontrate presso una fonte le figlie del re, disse loro di essere appena sfuggita ad alcuni pirati e chiese ospitalità, offrendo in cambio il suo aiuto per i lavori domestici o l’accudimento dei bambini.

Fu quindi accolta con gioia dalla regina Metanira che aveva appena avuto un figlio, il piccolo Demofonte; egli fu prontamente affidato alle cure della dea che, mantenendo il suo travestimento da mortale, nutriva di nascosto il bambino con l’ambrosia degli dei e se lo stringeva al petto come se fosse suo.

Volendo rendere il bambino immortale ogni notte Demetra lo esponeva su una fiamma sacra a questo scopo, ma una notte Metanira vide la scena e, preoccupata per suo figlio, lanciò un grido di terrore contro la nutrice che, furiosa per l’ignoranza degli uomini incapaci di distinguere il bene dal male, riprese immediatamente le sue sembianze di dea splendente e chiese che fosse eretto un grande tempio in suo onore nella città.

Della gioia di Demetra nel riabbracciare Persefone e della terra che grazie ad essa riprese a fiorire abbiamo già raccontato: il mistero delle stagioni e della discesa negli inferi, narrato dal mito di queste due dee, rimase sempre centrale nei Misteri Eleusini, tra i riti più noti e mistici dell’antichità.

La storia di Demetra come vedi ruota sempre intorno alla maternità, così come il suo archetipo, solo che spesso le donne che ne sono caratterizzate tendono, proprio come questa dea, a sentirsi realizzate solo in relazione ai figli o alla cura degli altri e a metterli prima di ogni cosa, finendo per trascurare se stesse e non sviluppare altra aspirazione.

Quando sei una Demetra incallita quindi gli altri vengono sempre prima di te e sei anche un bel po’ansiosa, hai sempre paura che possa accadere qualcosa alle persone che ami e sei molto materna, non solo con eventuali figli ma anche con partner e amici; cerchi sempre di tenere tutti al sicuro e di rendere loro le cose facili e vuoi sempre renderti utile perché credi che questo ti renderà più amabile agli occhi degli altri.

Se i tuoi cari non riconoscono gli sforzi che fai per loro ti arrabbi moltissimo, se hai la sensazione che ti stiano trascurando trovi sempre un modo sottile per farli sentire in colpa e se qualcuno si allontana da te stai malissimo e fai leva sulla tua tristezza per tenerlo legato a te; più in generale, ti senti spesso quella troppo buona di cui gli altri si approfittano e hai spesso la sensazione che gli altri siano in debito con te… E non paghino mai.

Il problema, quando sei una Demetra, è che sei bravissima ad accudire gli altri ma trascuri sempre te stessa, hai bisogno di sentirti necessaria per gli altri e questo ti porta a caricarti di uno stress e una quantità di compiti non indifferenti e spesso finisce che non deleghi mai niente perché nessuno fa le cose bene come te, salvo poi dire che devi sempre fare tutto tu.

Per far evolvere questo archetipo in modo positivo la cosa fondamentale è spostare il focus dall’esterno all’interno, dagli altri a te stessa.

Nessuno come Demetra è in grado di capire e anticipare i bisogni degli altri e di offrire nutrimento, fisico e morale, agli altri: se inizi a smettere di concentrarti su di loro per concentrarti finalmente su te stessa, riservandoti tutto l’amore e la cura che finora hai riversato sugli altri, la tua vita e le tue relazioni cambieranno per il meglio. Provare per credere!