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Imparare a ricevere © Giada Carta

Quando sei piccola ricevere è facile: come bambina, specie se vieni da una famiglia senza particolari problematiche, ti viene spontaneo affidarti agli altri e lasciare che provvedano a ogni tuo bisogno, e chiedere con fiducia e ricevere con naturalezza sono gesti quotidiani.

Crescendo però perdi l’abitudine: impari che devi badare a te stessa, essere indipendente e fare affidamento solo su di te, ché con gli altri non si sa mai. Così smetti di chiedere aiuto e persino di ammettere di averne bisogno, e anche quando te lo offrono spontaneamente rifiuti sempre e comunque, quasi fosse un riflesso incondizionato; così finisce che, piano piano, inizi a sentire tutta la fatica del caso e a sentirti sola.

Il problema però è che non smetti mai di desiderare di ricevere qualcosa: a tutti piace essere coccolati, avere qualcuno che si prenda cura di noi, non dover affrontare ogni problema da soli, ricevere un regalo o una sorpresa, eppure a volte senza accorgertene sei tu stessa a impedirti di ricevere. Io per esempio in passato rifiutavo persino quando il mio fidanzato, desideroso di farmi un regalo, mi proponeva di andare insieme a fare shopping: figuriamoci, sono una donna indipendente e non avevo certo bisogno che qualcuno pagasse per me, no? Poi, lavorando sull’abbondanza, ho capito che chiudermi così era un errore.

Spesso infatti quando pensiamo all’abbondanza ragioniamo come se fosse qualcosa di puramente materiale, ma non è così: anche e soprattutto la rete d’amore che ci costruiamo attorno fa parte del pacchetto, e se vogliamo che la nostra vita sia ricca di tutte le cose più belle dobbiamo prima di tutto aprirci al mondo per imparare di nuovo a ricevere quello che ha da offrirci.

Anche se oggi tendenzialmente viviamo come se fossimo separate dal resto dell’universo, non è affatto così: siamo connesse con il pianeta e la realtà di cui facciamo parte, e se vogliamo ricevere qualcosa dobbiamo innanzitutto recuperare questa connessione con ciò che ci circonda. In questo percorso ti insegno come coltivare questa connessione nella quotidianità in maniera approfondita per creare abbondanza e ricchezza nella tua vita, ma se intanto vuoi sperimentare da sola con delle cose facili eccone tre che puoi provare!

 

Prova la divinazione

Ti consiglio di cominciare da qui perché è un buon esercizio da fare da sola. Se stai già storcendo il naso nel leggere divinazione perché credi che predire il futuro con delle carte da gioco sia una roba da cialtroni non preoccuparti, siamo in due! Credo che siamo sempre e solo noi a determinare il nostro futuro, ma credo anche che la divinazione sia un potente strumento introspettivo che può aiutarti ad avere una visione più chiara del presente e delle sue possibili evoluzioni.

I miei strumenti preferiti per la divinazione sono rune e tarocchi perché hanno una storia e delle immagini speciali che aiutano ad aprirsi più facilmente ai messaggi del proprio inconscio, ma se a casa non li hai prova a cominciare con un semplice libro. Concentrati su una domanda o su un tuo desiderio e lasciati guidare, con gli occhi chiusi, verso uno dei tuoi libri. Prendilo in mano e, sempre tenendo gli occhi chiusi, fai scorrere le dita sulle pagine e aprilo quando senti l’ispirazione per farlo, e infine leggi la pagina partendo dal punto in cui si soffermano i tuoi occhi appena li apri e finché non trovi un messaggio che ti fa risuonare qualcosa dentro.

 

Mettiti in modalità ricettiva

Ormai siamo abituate ad essere regine dell’azione: se vogliamo qualcosa, facciamo di tutto per prendercelo proiettando tutto il nostro desiderio fuori di noi e… Rimanendo spesso assai frustrate. Prova a ribaltare la prospettiva: come farebbe Afrodite, se desideri una cosa lascia che sia lei ad arrivare da te. Comincia con cose piccole: vorresti tanto che quella tua amica ti chiamasse più spesso? Concentrati sul tuo desiderio e aspetta, senza ostinarti a chiamarla tu ogni santo giorno. Vorresti che il tuo fidanzato facesse i piatti al posto tuo stasera, visto che di solito li fai sempre tu? Resta sul divano, e vedi cosa succede.

Attenzione però: non usare mai la ricettività come una strategia! Se non chiami la tua amica perché ce l’hai con lei e dentro di te tutto urla “ah, adesso ti trascuro anche io così impari!” non solo non stai facendo un favore a nessuno, ma non sei nemmeno in modalità ricettiva: stai agendo al contrario nella speranza di raggiungere il tuo scopo, ma stai sempre agendo. La modalità ricettiva funziona solo se davvero ti sintonizzi sul tuo desiderio e lasci che si avveri, aspettando fiduciosa. Si, lo so, a volte quella cosa dei piatti e del fidanzato può essere complicata, ma se non funziona così c’è un’altra cosa che puoi fare…

 

Chiedi e ti sarà dato

Ora che ti sei esercitata un po’, è il momento di rispolverare quell’antica e sana abitudine di quando eri piccola: chiedere aiuto. Spesso non lo facciamo dando per scontato che siano gli altri a dover capire in autonomia di cosa abbiamo bisogno ma, purtroppo, quest’aspettativa non è affatto realistica e non fa bene a nessuno.

Nella vita tendiamo sempre a vedere le cose attraverso i nostri occhi: così ad esempio se sei una persona per cui le parole sono importanti dirai spesso agli altri quanto li ami e tenderai spesso a pensare che, se loro non te lo dicono, sia perché non è così. Spesso invece è solo che per gli altri contano i gesti, e quindi anche se non ti dicono quanto ti amano te lo dimostrano con le piccole azioni quotidiane. Per questo principio spesso gli altri fanno per noi le cose di cui avrebbero bisogno loro, lasciando insoddisfatti i nostri bisogni autentici, che noi non manifestiamo mai.

Quindi, se hai bisogno di qualcosa, inizia a dirlo chiaramente e a chiedere aiuto. “Mamma, sono davvero stanca, domani sera puoi tenere tu i bambini?” “Amore, questo mese ho ricevuto una bolletta di troppo, mi regali tu il sushi di stasera?” Se il tuo desiderio va oltre le possibilità delle persone, non tenerlo per te ma manifestalo comunque con chi puoi. “Sai, voglio proprio cambiare lavoro quest’anno!”. Da cosa nasce cosa e le vie della rete che ci circonda sono infinite: l’unica cosa certa è che, se tieni i tuoi desideri per te, non si realizzeranno mai. Quindi non credere a quella cosa delle candeline e mandali fuori nel mondo!

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