Come ti raccontavo qui, dare ciò che abbiamo per scontato è uno degli atteggiamenti che più di tutti ci impediscono di renderci conto dell’abbondanza che già abbiamo, chiudendoci in una gabbia di insoddisfazione perenne.

Capita nella vita ma anche nel business, dove spesso veniamo colte dalla sensazione di non aver fatto, detto o dato abbastanza semplicemente perché diamo per scontato il valore di ciò che offriamo. Un esempio tipico di questa situazione è la sindrome dell’impostore, quel tarlo malefico che ci impedisce di gioire dei nostri successi perché li attribuiamo alla fortuna o al fatto che chi ci apprezza lo fa semplicemente perché ci sopravvaluta.

Tuttavia, lasciarsi sopraffare dalla sindrome dell’impostore non è meno dannoso del sopravvalutarsi. Anzi: ci impedisce di riconoscere e accogliere la gratitudine delle persone che ci seguono e per cui ciò che a noi viene così naturale è davvero utile e importante.

Quante volte ti hanno ringraziata per un consiglio o un freebie definendolo prezioso e illuminante? E quante volte hai scrollato le spalle, dicendo a te stessa che in fondo quel consiglio non era nulla di speciale?

Ecco: quella è la sindrome dell’impostore al lavoro, baby. Perché quando investi tutte le tue energie nel tuo lavoro o ti concentri su un tema, finisci per conoscerlo come le tue tasche e padroneggiarlo in ogni suo aspetto – e per dimenticare che anche tu una volta non sapevi tante delle cose che ora ti sembrano banali e “facili”.

Così però finisci anche per dimenticarti che il tuo cliente ideale non sei tu, bensì una persona che si rivolge a te proprio perché non ha le tue stesse competenze e punti di forza.

Che dici, ti ho convinta del fatto che la sindrome dell’impostore è una menata inutile? Sei pronta a liberartene per imparare finalmente ad accettare la gratitudine delle persone a cui stai potenzialmente cambiando la vita, senza minimizzare o piangerti addosso perché “tanto non sei/non fai niente di speciale”? Inizia così.

 

Smetti di essere egocentrica

Innanzitutto, ricorda che non hai creato la tua presenza online per fare la spaccona e dimostrare a tutti quanto ne sai, bensì per aiutare gli altri.

Quando hai scelto di metterti in proprio, lo hai fatto per aiutare altre persone che si trovano in un momento evolutivo diverso dal tuo attraverso i tuoi talenti. Quindi farti le pippe mentali perché adesso ti sembra che i tuoi talenti non siano poi un granché non porta beneficio né al tuo business né alle persone che vi ripongono la loro fiducia.

Per cambiare prospettiva, smetti di guardare solo a te stessa e concentrati sulla persona più importante del tuo business, ovvero il tuo cliente ideale. Chi è? Quali sono i suoi problemi e i suoi bisogni?

Poi, compila un elenco di tutte le cose che tu sai (o sai fare) e che sono davvero essenziali per lui (o lei), tenendo sempre presente che il tuo cliente è una persona con competenze professionali e personali diverse dalle tue.

Ecco fatto: ti accorgerai in un battibaleno di quanto stessi dando per scontate le tue capacità e la sua gratitudine.

 

Chiedi un feedback e ascolta davvero le risposte

Se la sindrome dell’impostore ti strozza e ti rende difficile immedesimarti nel tuo cliente ideale, chiedi aiuto proprio alle persone che ti seguono e ti apprezzano.

Per coltivare il senso di gratitudine e l’abbondanza, saper ricevere è importante quanto saper dare. Non lasciarti frenare dalla paura o dal senso di inadeguatezza, che sono lì soltanto per farti lo sgambetto e impedirti di uscire dal loop dei pensieri negativi.

Chiedi ai tuoi clienti di inviarti un feedback o una recensione sui tuoi prodotti o servizi. Invita le persone che ti seguono su Facebook o Instagram a raccontarti in che modo i tuoi contenuti gratuiti e l’interazione con te le sta aiutando a superare le loro difficoltà o i momenti di blocco.

Soprattutto: impegnati ad ascoltare davvero le risposte che riceverai, senza pregiudizi nei tuoi o nei loro confronti. Rifocalizzare l’attenzione su tutto ciò che gli altri apprezzano di te e del tuo aiuto sarà molto più semplice – e sono certa che anche la tua autostima ti ringrazierà!

 

Rifletti sulla gratitudine che provi verso gli altri

Dopo aver guardato le cose dal punto di vista dei tuoi clienti, torna a riflettere su di te. Concentrati in particolare sul tuo lato da studentessa, considerando gli ambiti in cui non sei esperta e in cui hai ricevuto un aiuto prezioso da qualcuno più ferrato di te.

Magari sei un disastro con i colori e hai chiesto a un web designer un consiglio sulla palette da utilizzare per il tuo nuovo logo. Magari l’idea di scrivere per il tuo business ti fa sempre un po’ paura e segui ogni giorno i canali social di quella copywriter bravissima che sembra sempre parlare direttamente a te.

Riflettendo su queste cose, ti scoprirai estremamente grata a quei mentori per aver condiviso informazioni e consigli che per te sono preziosi e vitali ma che a loro risultano semplici come bere un bicchier d’acqua proprio perché hanno dedicato tutta la vita a quella materia.

 

Concediti un boost di autostima

Per concludere, impegnati a rafforzare la tua autostima e ad essere grata a te stessa per come sei. Perché la sindrome dell’impostore, la tendenza a sottovalutarsi e la difficoltà a ricevere la gratitudine sono solo alcuni dei campanelli d’allarme che scattano quando la nostra fiducia nelle nostre capacità è sotto i tacchi.

Per coltivare la propria autostima, non c’è niente di meglio che concedersi un po’ di amore ogni giorno. Proprio pensando a questo ho creato Prima io! – un percorso gratuito con 29 azioni quotidiane per darti una bella scarica di autostima e aiutarti a volerti più bene.

Io penso proprio che te lo meriti. E tu?

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