Davvero non hai abbastanza tempo?

Ott 28, 2025 | Podcast

2 Commenti

  1. Ambra

    Bellissima riflessione. Grazie

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    • Giada

      Grazie a te di esserti presa il tempo di ascoltarla Ambra! 🙂

      Rispondi

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REST

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Ciao, in questa nuova puntata di Opinioni parleremo di un tema che, in un modo o nell’altro, tocca profondamente chiunque, e cioè il tempo. E voglio partire da una domanda che potrebbe sembrare semplice, ma che in realtà nasconde una profondità enorme: che cos’è davvero il tempo?

Quando pensiamo al tempo, spesso lo vediamo come una risorsa finita che scorre senza sosta, indipendentemente da ciò che facciamo.

Ma ci siamo mai fermate a riflettere su cosa sia realmente il tempo? Noi viviamo costantemente cercando di ottimizzarlo, di guadagnarlo, di non sprecarlo, ma raramente ci chiediamo se questa risorsa sia davvero nelle nostre mani.

E qui entra in gioco un concetto fondamentale: il legame tra tempo ed energia.

Molti dei nostri problemi legati alla gestione del tempo nascono dal fatto che ci concentriamo sul cercare di ottimizzare il tempo, senza considerare che il tempo, così come lo percepiamo, è fortemente influenzato dalla nostra energia. Quando siamo pieni di energia, il tempo sembra espandersi; riusciamo a fare molte più cose in meno tempo. Al contrario, quando la nostra energia è bassa, il tempo sembra stringersi, ci sfugge di mano.

La nostra cultura ci insegna a vedere il tempo come una risorsa scarsa e preziosa. “Il tempo è denaro”, ci dicono. “Non sprecare il tuo tempo!” Ma chi ha deciso cosa significa davvero “sprecare il tempo”? E perché ci sentiamo in colpa quando non usiamo il nostro tempo in modo considerato “produttivo”?

Abbiamo interiorizzato questa idea di tempo come risorsa scarsa sin dalla nascita, e questo condiziona profondamente il nostro rapporto con esso. Viviamo con l’ansia costante di dover fare, di dover produrre, di dover sfruttare ogni secondo. Ma chi ha stabilito queste regole? E se queste regole ci stessero limitando più che aiutando?

Un’altra riflessione importante riguarda la distinzione tra tempo sociale e tempo soggettivo. Il tempo sociale è quello che ci viene imposto dalle strutture della società: orari di lavoro, scadenze, appuntamenti. È un tempo uniformato, che spesso non tiene conto del nostro ritmo individuale.

Ma noi abbiamo perso il contatto con il tempo soggettivo, il nostro tempo interiore. Questo tempo soggettivo è il modo in cui percepiamo il passare delle ore, dei minuti, in base al nostro stato d’animo, alla nostra energia, alle nostre emozioni. È un tempo fluido, che può dilatarsi o comprimersi a seconda di come lo viviamo.

Pensa a come un’ora può sembrare interminabile quando siamo annoiate, mentre passa in un attimo quando siamo immerse in qualcosa che amiamo. Questo è il tempo soggettivo, un tempo che non può essere ridotto alle unità di misura che usiamo per organizzare il tempo sociale. E quanto più ci allontaniamo da questo tempo soggettivo, tanto più ci sentiamo in disaccordo con il nostro stesso ritmo.

Abbiamo parlato del legame tra tempo ed energia, ma è importante anche discutere di come il nostro ritmo naturale si scontri spesso con le aspettative sociali.

Molte persone si sentono in colpa se non riescono a essere produttive nelle prime ore del mattino, perché la società ci dice che “chi dorme non piglia pesci”. Ma se il nostro corpo e la nostra mente funzionano meglio la sera, perché dovremmo sforzarci a essere produttivi al mattino?

Il nostro ritmo naturale è qualcosa che dovremmo imparare a rispettare e ad assecondare. Ad esempio, molte donne scoprono che ci sono momenti nel loro ciclo mestruale in cui hanno più energia e momenti in cui ne hanno meno. Ignorare questi ritmi e cercare di essere costantemente produttive può portare a un consumo inutile di tempo ed energia.

Quando ignoriamo il nostro ritmo, rischiamo di consumare ancora più tempo cercando di sforzarci a lavorare in momenti in cui non siamo al massimo delle nostre capacità. Il risultato? Un lavoro di qualità inferiore e una sensazione di esaurimento. Al contrario, quando assecondiamo i nostri ritmi naturali, possiamo raggiungere risultati sorprendenti in meno tempo e con meno sforzo.

Un altro aspetto interessante da considerare è come il tempo sia percepito diversamente nelle varie culture. In alcune culture, come in India, il tempo è vissuto in modo molto più rilassato. È comune vedere persone che dormono durante il giorno, che si concedono delle pause senza sentirsi in colpa. Questo approccio è radicalmente diverso da quello occidentale, dove il tempo è visto come una risorsa da sfruttare al massimo e il riposo viene visto negativamente, quasi solo in funzione di quanto tempo ci fa perdere il nostro corpo quando ci obbliga a riposare.

Ma cosa succede quando prendiamo spunto da queste culture e ci concediamo di vivere il tempo in modo più rilassato? Potremmo scoprire che il nostro rapporto con il tempo cambia, che ci sentiamo meno stressati, più in sintonia con noi stessi e con il mondo intorno a noi.

E se riuscissimo a fare questo senza cambiare radicalmente le nostre vite, ma semplicemente cambiando il nostro modo di percepire il tempo?

Un altro punto cruciale è la libertà nel gestire il proprio tempo. Anche quando abbiamo la libertà di gestire il nostro tempo come vogliamo, ad esempio se come nel mio caso lavoriamo come imprenditrici o freelance, spesso restiamo intrappolati in una mentalità che ci impone di seguire un ritmo esterno, sociale. Ci sentiamo in colpa se non rispettiamo il “tempo produttivo”, anche quando potremmo permetterci di fare diversamente.

Per esempio, molte persone che lavorano in proprio si trovano comunque a seguire orari e ritmi imposti dall’esterno. Ti sarà capitato di sentirti in colpa per aver dormito fino a tardi, anche se potevi farlo. Quante volte hai rinunciato a un momento di riposo perché “dovevi” essere produttiva?

Ecco voglio lasciarti con una riflessione: il tempo è davvero una risorsa che puoi possedere e gestire, o sei tu ad essere posseduta dal tempo? Hai davvero il controllo sul tuo tempo, o ti lasci controllare da esso? La verità è che il tempo, così come lo concepiamo, è una costruzione sociale. E se riuscissimo a riprendere in mano il nostro rapporto con il tempo, potremmo scoprire un modo completamente nuovo di vivere.

Il mio invito oggi è di riflettere su come vivi il tuo tempo. Come lo percepisci? Come lo gestisci? E soprattutto, chi ha il controllo? Forse scoprirai che, cambiando il tuo approccio al tempo, cambierà anche il tuo modo di vivere.

Se vuoi approfondire il tema di oggi e le domande che ti ho posto insieme a me puoi farlo seguendo il webinar gratuito REST, trovi il link nella pagina da cui stai ascoltando questo podcast.

Ti aspetto lì, oppure nella prossima puntata di Opinioni. Ciao!

Ringrazio per i primi undici episodi di questo podcast la mia preziosa amica e collega Manuela Limonta, che mi ha aiutato a portare fuori i ragionamenti che condivido con te.

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