Desidera ciò che vuoi, non ciò che vogliono gli altri

Feb 16, 2025 | Podcast

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Asocial Media Masterclass

Come avere un business online di successo senza usare i social media, o usandoli pochissimo.

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La settimana scorsa ho visto Becoming Led Zeppelin, un documentario che, attraverso delle interviste ai membri della band, racconta la sua ascesa fino alla produzione del secondo disco.

Se come me amate i Led Zeppelin, apprezzerete sicuramente questo film ma vi consiglio di guardarlo a prescindere: personalmente ci ho trovato molti spunti utili sia come imprenditrice che come persona proprio riguardo all’affrontare la vita.

Una cosa evidente dal film è la fatica che hanno dovuto fare Led Zeppelin per arrivare dove sono arrivati.

All’inizio la loro musica era considerata troppo strana e, anche dopo l’arrivo dei primi successi di pubblico negli Stati Uniti, la stampa del settore musicale continuava ad insultare il loro sound, dicendo cose bruttissime sul loro modo di intendere la musica. Il pubblico nella loro nativa Gran Bretagna li snobbava parecchio, devo dire.

Loro, però non si sono arresi, hanno continuato a suonare la musica che desideravano al punto che, quando hanno deciso di presentare il loro primo disco a una casa discografica, se lo sono inciso da soli e hanno preteso che nel contratto ci fosse scritto che la casa discografica non poteva avere alcuna voce in capitolo sulla loro musica né a portare alcun tipo di cambiamento all’album. 

Se la casa discografica voleva il loro disco era così, punto e basta.  Non era permesso veramente nessun tipo di intervento sul tipo di musica che loro volevano portare al pubblico.

Poco prima della fine del film Jimmy Page, che è il chitarrista del gruppo, dice una frase che in italiano, il film era in inglese, suona più o meno così: “se hai qualcosa dentro di te che sai essere diverso, allora devi lavorare sodo, ma devi crederci e –  a patto che il tuo obiettivo sia autentico –  potrai realizzare i tuoi sogni”.

Ci sono molte lezioni preziose e molta saggezza in queste poche parole: c ‘è l’importanza di credere nei propri sogni per realizzarli; la necessità di trasformare quei sogni in un obiettivo che ci sta davvero a cuore; quella di agire per farlo diventare realtà ma c’è, soprattutto, l’invito a partire dai nostri veri sogni, da quel qualcosa dentro di noi che è solo nostro.

Un invito che Jimmy Page e i suoi colleghi hanno evidentemente accolto e messo in pratica per primi, in barba ogni standard dell’epoca, trovando il successo proprio grazie a quella differenza della loro musica che all’inizio veniva criticata da tutti. 

Mi sono chiesta, uscendo dal cinema, quanto spesso nella vita, pur di non subire giudizi e critiche, nascondiamo ciò che ci rende diversi invece di tirarlo fuori. Mi sono chiesta anche quanto spesso,  invece di prendere la nostra strada partendo dai nostri desideri più veri, ci appiattiamo sulle aspettative degli altri o, peggio, cerchiamo noi per primi un modello da ricalcare nella convinzione che sarà quello a darci il successo che sogniamo e a renderci felici.

Quando mi guardo intorno, quello di avere dei modelli mi sembra un bisogno molto comune: ma perché abbiamo così tanto bisogno di modelli?  E, più importante ancora, come facciamo a liberarci da questa necessità per scoprire i nostri veri desideri? 

Penso in particolare alla storia delle donne,  colma di discriminazioni sistematiche;  penso a quanto l’imposizione di modelli e il bisogno di attenersi a questi modelli, per essere apprezzate o a volte semplicemente per sopravvivere, in realtà abbia influenzato nei secoli la possibilità per molte donne di costruire una propria storia indipendente, di diventare soggetti attivi, autodeterminati in questa storia.

 

Quanti desideri sono stati messi da parte o soffocati per seguire percorsi o ruoli imposti da altri? 

Potremmo pensare che questo sia un tema un po’ obsoleto ormai ma, se io  guardo per esempio alle mie amiche madri, posso osservare nel 95% di loro, direi, un assoggettamento totale al modello di madre imperante nella cultura italiana. Per esempio tutte mi dicono sempre che piacerebbe loro tantissimo viaggiare come faccio io ma che siccome hanno dei figli non possono. Questa frase mi viene detta anche da donne i cui figli sono grandi, quindi insomma non parliamo di donne con bambini di due mesi, parliamo anche di donne che magari hanno un’ottima disponibilità economica e quindi potrebbero benissimo viaggiare con tutta la famiglia quanto è più di me, se solo non accettassero l’idea che essere madri debba significare innanzitutto sacrificare se stesse e i propri desideri per pensare praticamente solo ai figli. (Figli che peraltro magari sarebbero pure ben contenti di viaggiare, in questo caso).
La prima domanda che vorrei farti oggi quindi è: quanto i modelli culturali influenzano i tuoi desideri e quanto sei davvero consapevole di questa influenza? Te lo chiedo perché, per esempio, le mie amiche di cui parlavo non sono nemmeno consapevoli di quanto la loro idea di maternità sia in realtà plasmata da fattori culturali che fanno loro pensare che una volta che una è madre debba stare solo a vedere Peppa Pig coi figli e non possa desiderare altro.

 

Poi, tra le mie amiche madri rimane quel 5% che invece vive la maternità a modo suo adattando questa esperienza a sé e ai propri desideri e costruendo il ruolo di madre attorno ai propri valori piuttosto che attorno a quelli veicolati invece da questa cultura imperante. 

Quindi possiamo chiederci: chi è che non ha bisogno di modelli? Quando vediamo persone che sembrano vivere senza seguire dei modelli prestabiliti, cosa le rende diverse? Forse hanno sviluppato una grande indipendenza di pensiero oppure hanno trovato un equilibrio tra ispirazione e imitazione?

Un’altra riflessione importante riguarda le voci che influenzano i nostri desideri.

Hai mai notato che alcuni dei desideri sembrano essere condivisi da persone vicine a noi? Per esempio potresti avere dei desideri che sono condivisi da tua madre, dalla tua migliore amica, dal tuo partner, quindi la domanda diventa: quanto i desideri delle persone intorno a te, a cui magari vuoi bene, influenzano i tuoi? Come puoi essere sicura che un desiderio sia veramente tuo e non solo un riflesso delle aspettative altrui o della frequentazione ripetuta di altre persone che hanno quei desideri?

Per esempio: mettiamo che tu decida di voler diventare manager in azienda con contratto a tempo indeterminato, stipendio da urlo e quant’altro. È davvero il tuo desiderio o magari è qualcosa che i tuoi genitori hanno sempre sognato per te? Magari hai un posto fisso perché senti che è la cosa giusta da fare, però è una scelta che non ti rende felice, oppure hai scelto di diventare freelance perché tutti i tuoi amici lavorano in proprio ma eri più felice come dipendente. 

Quindi bisogna chiedersi con onestà quali desideri siano veramente nostri e quali siano stati indotti dalle aspettative degli altri. 

C’è anche da considerare la motivazione dietro i nostri desideri.
Perché desideri ciò che desideri? Ad esempio desiderare soldi può avere molte motivazioni: sicurezza, libertà, amore per il lusso, che più ne ha più ne metta.
Ma se il desiderio di soldi è motivato, per esempio, dalla paura di non avere abbastanza, allora potrebbe non essere un desiderio sano.
Quindi possiamo chiederci quali sono le motivazioni dietro i nostri desideri e se queste motivazioni sono allineate con la nostra  essenza, quell’essenza di cui parlavamo nella scorsa puntata. 

Se non lo fossero, inizierebbe ad esserci  qualcosa che stride, no? E lì ci allontaneremmo dalla felicità.

 

Sempre a proposito dei perché dietro ai desideri e delle voci che li influenzano, pensa ai social media, alla pubblicità, ai mass media in generale: sono strumenti sui quali vediamo molto spesso, troppo spesso, vite apparentemente perfette e altrettanto spesso pensiamo che quei modelli di vita ci renderanno felici.
Ma è davvero così?
Ad esempio, potremmo desiderare una vita di libertà vedendo una digital nomad che viaggia per il mondo lavorando da qualsiasi spiaggia e qualsiasi co-working a Bali, ma questo stile di vita poi rispecchia davvero la nostra essenza, il nostro ideale di libertà, i nostri desideri? Ci piace vivere così o ci proviamo perché è un trend e ci sembra che quella sia la cosa desiderabile, perché magari non sappiamo bene che cosa davvero si confà a noi.

Questo secondo me è un tema molto evidente nella microbolla che è il mondo dell’imprenditoria online: bastano pochi minuti su Instagram per vedere professionisti che perseguono lo stesso stile di vita, gli stessi risultati dei loro guru di riferimento. Non passano neanche mezzo minuto a chiedersi chi sono e cosa vogliono davvero loro. Spuntano, così come funghi i professionisti che cercano di diventare divi di YouTube quando è evidente che odiano apparire in video perché desiderano lo stesso modello di business di un professionista che stimano oppure spuntano come funghi professionisti che si sforzano di guadagnare mille mila milioni di euro l’anno uccidendosi di lavoro anche se in fondo gliene basterebbero molti meno per essere felici e questo solo perché sembra loro che desiderare un business di successo significhi automaticamente desiderare fatturati a 7-8 cifre. Possiamo quindi chiederci quanto i social e i mass media influenzino i nostri  desideri e come possiamo distinguere tra desideri autentici e desideri indotti.  A questo proposito, se hai o sogni di avere un business online ma ti piacerebbe molto liberarti dai social media o poterli usare proprio pochissimo per il tuo business in modo da limitare al massimo i condizionamenti di cui abbiamo parlato – cosa che rende in effetti ben più facile riconoscere i propri desideri autentici – ,  puoi iscriverti alla mia masterclass gratuita social media dal link che trovi nella pagina di questo episodio del podcast. Potrai scoprire, così, come avere un business online di successo senza usare i social media o usandoli pochissimo.

 Tornando a noi: riflettiamo un attimo sulla relazione ora tra desideri e identità.

 Spesso definiamo la nostra identità in base ai nostri desideri e ai risultati che otteniamo perseguendoli, ma cosa succede quando i nostri desideri cambiano?
Ti faccio un esempio, io sono sempre stata quella che definisco una bambina Atena, cioè ho sempre avuto sin da piccola grande velleità di conquista del mondo, ho sempre sognato di avere un lavoro importante, una carriera sfavillante, ho sempre sognato di diventare ricca e famosa, quindi ho sempre avuto questo tipo di desideri. Sin da quando ero piccola, proprio sin da quando memoria e direi più o meno fino a tre anni fa rispetto al momento in cui sto registrando questo episodio,

 Ecco tre anni fa mi sono trovata a osservare che i miei desideri stavano cambiando completamente: mi sono accorta che non me ne fregava più niente di determinate cose, ovviamente anche perché avevo raggiunto per esempio un certo livello di benessere economico, quindi da quel punto di vista mi ero ormai messa a posto e mi ero ormai garantita la sicurezza e la libertà che per me erano sempre state molto importanti e che erano la motivazione dietro quel mio desiderio di soldi e di ricchezza. 

Una volta quindi raggiunta quella base mi sono accorta che i miei desideri hanno iniziato a cambiare moltissimo e sono diventati completamente diversi, quasi opposti direi rispetto a quelli che avevo prima. Quindi, improvvisamente, non me ne fregava più niente di essere famosa, di avere un business enorme, di guadagnare mille milioni, ma mi bastava guadagnare quello che già stavo guadagnando e avevo invece voglia di godermi una vita estremamente semplice facendo cose estremamente quotidiane, lavorando il meno possibile.
Anche questa cosa è molto strana per me perché io ho sempre adorato lavorare, lo adoro tuttora, ma in termini di tempo per me fino a tre anni fa era molto importante anche lavorare molto perché mi piaceva.

 

C’è stato proprio un cambiamento netto anche nel desiderio delle attività prioritarie che volevo avere nella mia giornata. Ecco, questo per me ha creato una notevole crisi d’identità in quel momento perché mi sono chiesta: caspita ma se io che ho sempre avuto questi desideri con molta chiarezza e mi sono sempre identificata un sacco con una persona che ha questo tipo di sogni, se ora cambio desideri sono sempre la stessa Giada oppure sono una persona diversa?
Insomma mi sono sentita molto spaesata nell’avere questo momento di cambiamento così drastico dei miei desideri.

Ti chiedo: tu quanto credi invece che i tuoi desideri definiscano la tua identità? Sono così importanti per lei così come lo erano per me oppure invece non sono così tanto legati al modo in cui percepisci di essere? E come gestisci i momenti in cui i tuoi desideri cambiano? Cosa succede dentro di te? 

Tra l’altro parlando di identità è importante chiedersi anche quanti livelli ci sono dietro un desiderio. Qual è il suo livello finale? Voglio fare il chirurgo perché voglio davvero aiutare le persone o perché voglio la fama e il successo? Qual è il desiderio fondante dietro quel sogno? Voglio essere ricca per sentirmi sicura? Perché voglio essere libera? Perché voglio fare beneficenza? Perché? È importantissimo riflettere su questo. Qual è il vero nucleo dei tuoi desideri? Come puoi arrivare a conoscerlo meglio per conoscere meglio te stessa? 

Quando ci facciamo queste domande possiamo pensare anche al rapporto tra i desideri e le emozioni. Quando inseguiamo un desiderio, che emozioni proviamo? Sono emozioni positive? Emozioni negative? Perché non è scontato. Noi a volte pensiamo che perseguire un desiderio che ci sta particolarmente a cuore debba riempirci solo ed esclusivamente di emozioni positive. In realtà a volte può essere frustrante perseguire quel desiderio anche se autentico.

 

C’è però un segnale importante: se quel desiderio è veramente nostro le emozioni che proviamo potrebbero essere in qualche modo positive. Certo, potrebbero essere affiancate da una certa misura di fatica ma sicuramente rimarrà quella aspirazione positiva di base anche se ci sono tante sfide lungo il percorso. 

Al contrario, quando stiamo perseguendo un desiderio che non ci appartiene, è più facile che proviamo emozioni negative perché non solo sentiamo la fatica di raggiungere il nostro desiderio, ma sentiamo anche in fondo che quel non ci corrisponde.

 

Quindi puoi chiederti: quali emozioni provi mentre segui i tuoi desideri e cosa ti stanno dicendo queste emozioni? Ti aiutano a capire se il desiderio è autentico oppure no?

C’è anche da dire che ogni giorno siamo sottoposte a un bombardamento assurdo di stimoli, quindi a volte è difficile rispondere a queste domande.
Viviamo in una cultura che ci dice costantemente cosa dovremmo desiderare, che ci propina desideri seriali, omologati, quindi come possiamo proteggerci da questi stimoli e capire cosa desideriamo veramente? Come puoi filtrare i desideri indotti dall’esterno per scoprire quelli autentici?
Io credo che a questo proposito sia sempre utile prendersi del tempo di solitudine per stare con noi stessi lontano dalle distrazioni, dagli stimoli esterni proprio con lo scopo di ascoltare la propria voce interiore e poi penso sia importante avere un atteggiamento di curiosità, di apertura, di indagine verso i propri desideri. Non è detto del resto che dobbiamo conoscerli subito tutti, è un processo che richiede pazienza, tempo e a volte scopriamo cosa desideriamo veramente solo dopo che abbiamo sperimentato quello che non vogliamo.

 

Per esempio, mi ricordo che all’inizio del mio business io avevo pensato di lavorare con un certo tipo di clientela e in effetti nel giro di poco tempo avevo assolutamente quella clientela che avevo desiderato all’inizio.  Poi però, lavorandoci, nella pratica ho scoperto che in realtà non mi piaceva lavorare con quella tipologia di clienti quindi ho fatto un rebranding per raggiungere un pubblico più affine a quello che avevo capito di desiderare.

Ho capito, però,  cosa desideravo davvero solo dopo aver sperimentato il raggiungimento del desiderio originale e provato sulla mia pelle che in effetti quella cosa lì una volta ottenuta non funzionava per me. 

Quindi chiediti: come puoi coltivare quest’attitudine rispetto alla scoperta dei desideri nella tua vita quotidiana?

So che ti ho già bombardato di domande ma sopportami un altro attimo perché prima di salutarci vorrei approfondire ulteriormente alcuni aspetti per assicurarmi che stiamo esplorando ogni sfaccettatura possibile di questo tema che per me è davvero fondante se sogniamo una vita felice.
C’è un altro livello di desideri che spesso ignoriamo e sono i desideri che derivano dalle nostre paure: ad esempio desideriamo stabilità economica non perché amiamo il denaro ma perché temiamo la povertà.
Desideriamo una relazione stabile non perché siamo innamorati ma perché temiamo la solitudine: quindi chiediti quanti dei tuoi desideri sono guidati dalla paura e come puoi trasformare quei desideri in qualcosa di davvero utile alla tua felicità.  Spesso desiderare qualcosa solo per la paura del suo opposto non si rivela una buona idea.

 

Pensiamo anche a come i nostri desideri cambiano nel tempo. 

I desideri che avevamo in una certa epoca della nostra vita, come raccontavo prima rispetto alla mia esperienza, potrebbero non essere gli stessi che abbiamo ora e questo è perfettamente normale.  Non significa essere incoerenti, significa che siamo esseri umani e che, come nella natura umana, cambiamo.  Siamo soggetti a mutamenti perenni quindi è importante riconoscere questi cambiamenti e adattarsi di conseguenza. Puoi quindi chiederti: come sono cambiati i miei desideri nel corso della mia vita? Sono in grado di accettare e abbracciare questi cambiamenti come li riconosco quando sono in atto invece di aspettare magari dieci anni per accorgermi che dieci anni prima il mio desiderio è cambiato e ho continuato a perseguire una cosa che non mi interessava più? 

Il riferimento al trascorrere del tempo, poi, mi fa pensare anche a un altro tema sostanziale: l’equilibrio tra i desideri a breve termine e quelli a lungo termine. Spesso infatti ci concentriamo su ciò che vogliamo subito  – del resto siamo nella cultura della gratificazione immediata – trascurando ciò che è veramente importante per il nostro futuro. Puoi facilissimamente capire cosa intendo con questo esempio legato ai soldi:  diciamo sempre che non possiamo fare quel viaggio  perché non abbiamo abbastanza soldi ma, poi, ogni mese ci compriamo altri tre vestiti che non ci servono invece di risparmiare per il viaggio che,  sebbene sia un desiderio più a lungo termine, ci renderebbe ben più felici di quei tre vestiti che possiamo comprarci oggi.

In questo caso possono essere utili queste domande:  quanto ti focalizzi sui desideri immediati rispetto a quelli a lungo termine? Come puoi trovare un equilibrio sano tra i due per garantirti il piacere?

 Vorrei poi chiudere con una riflessione sulla libertà che deriva dal perseguire i propri desideri –  quelli veri.
Quando sappiamo cosa vogliamo veramente siamo meno influenzabili meno succubi delle aspettative degli altri e, quindi, più liberi. 
Siamo più capaci di vivere una vita autentica e rispettosa della nostra essenza.  

Non dobbiamo più cercare approvazione esterna perché sappiamo chi siamo e cosa vogliamo.

Quindi la domanda finale che ti faccio è: come puoi coltivare la libertà di desiderare ciò che vuoi veramente e quali passi puoi fare oggi per avvicinarti ai tuoi veri desideri?

Ti avviso che a volte la risposta a questa domanda può essere un po’ scomoda e, a volte, la risposta può includere l’allontanamento da certe persone che per noi sono pesanti come macigni quando si tratta di emanciparsi dalle loro aspettative rispetto ai nostri veri desideri autentici.

Può  quindi non essere facile rispondere a questa domanda ma ti assicuro che ne vale sempre la pena.

 Ok, le domande sono finite ma ti do un consiglio: prendi in mano la trascrizione di questo episodio di opinioni che trovi in qualunque piattaforma tu stia utilizzando per seguirlo e riprendi le questioni che sono emerse una per una con carta e penna e, possibilmente, prendendoti il tempo di trovare le tue risposte.

 Del resto se il chitarrista dei  Led Zeppelin ci dice che è importante perseguire i nostri sogni più autentici sfoderando la nostra differenza in tutto il nostro splendore, chi siamo noi per contraddirlo?

 Concludendo vorrei ricordarti che i desideri sono una parte fondamentale del nostro percorso di vita, del nostro benessere e del nostro equilibrio.

 Esplorarli, comprenderli e  accettarli ci permette di vivere in modo davvero autentico e soddisfacente.

 Ti ringrazio per avermi ascoltata fin qui visto che oggi ci siamo dilungate un pochino.  Spero che questa puntata ti abbia dato degli spunti utili sul desiderare davvero ciò che vuoi.

Prenditi il tuo tempo per farlo e noi ci sentiamo col prossimo episodio di Opinioni, ciao!

Ringrazio per i primi dodici episodi di questo podcast la mia preziosa amica e collega Manuela Limonta, che mi ha aiutato a portare fuori i ragionamenti che condivido con te.

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