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Ciao, eccoci in una nuova puntata di Opinioni nella quale parleremo di un argomento fondante per il nostro benessere: il potere.
Potere è una di quelle parole che usiamo spesso, ma su cui raramente ci fermiamo a riflettere in profondità. Cos’è davvero il potere? È qualcosa di esterno a noi, o possiamo trovarlo anche nella nostra quotidianità? E soprattutto, è davvero malvagio come spesso tendiamo a credere?
Partiamo proprio da quest’ultima domanda e chiediamoci innanzitutto se il potere è davvero intrinsecamente malvagio. Abbiamo una tendenza naturale a pensare al potere come qualcosa di negativo, una forza che corrompe chi lo possiede. Ma è davvero così? O forse il potere è neutro, e sono le persone che lo esercitano a determinare se esso verrà usato per fare del bene o del male?
Pensa a questo: ci sono molti esempi nella storia di persone che hanno usato il potere per fare del bene, così come ce ne sono altrettanti di persone che lo hanno usato in modo distruttivo. Allora, possiamo davvero dire che il potere in sé sia cattivo? O forse dovremmo considerare che il potere è semplicemente uno strumento, e che tutto dipende da come lo utilizziamo?
Ecco, per me il potere sì, è una forza neutra.
Poi, quando parliamo di potere, spesso pensiamo ai politici, ai grandi leader, alle persone ricche e influenti. Tendiamo a vedere il potere come qualcosa che appartiene a qualcun altro, qualcosa che esiste al di fuori di noi. Ma quanto spesso ci fermiamo a riflettere sul potere che esercitiamo nella nostra vita quotidiana?
Ogni giorno, compiamo scelte che sono espressioni del nostro potere. Dire “no” a qualcosa che non vogliamo fare, decidere come impiegare il nostro tempo, o anche solo influenzare le persone intorno a noi attraverso le nostre azioni e parole, sono tutte forme di potere. Eppure, raramente ci fermiamo a pensare a queste piccole espressioni di potere che appartengono a tutti.
Io credo che il potere non sia una prerogativa di pochi eletti, ma è qualcosa che tutti noi abbiamo in qualche misura. Ed è importante ricordare che con il potere arriva anche la responsabilità. Spesso, quando pensiamo al potere, lo associamo alla dominazione, al controllo sugli altri, ma non consideriamo che il potere può anche essere un modo per fare la differenza positiva nelle vite degli altri e nella nostra.
Pensa a una semplice scelta come quella di dire “no” a qualcosa che non ti fa stare bene. Anche questo è un esercizio di potere, ma è un potere che eserciti su te stessa per proteggere il tuo benessere. Ed è un potere che nessuno può toglierti, se non tu.
La storia è piena di esempi di come il potere sia stato usato per scopi diversi, a volte con risultati catastrofici, altre volte con esiti positivi. Ma è importante notare che, spesso, giudichiamo il potere solo in base alle conseguenze immediate che vediamo. Ad esempio, dopo la Seconda Guerra Mondiale, si è parlato molto di come il potere esercitato dai vincitori abbia portato pace e prosperità in molte parti del mondo. Ma questo significa che il potere usato in quel contesto era necessariamente buono? Giudichiamo l’uso del potere a posteriori, spesso in base ai risultati ottenuti. Ma è davvero giusto giudicare il potere solo in base ai suoi risultati, o dovremmo anche considerare le intenzioni e le modalità con cui è stato esercitato?
Spesso pensiamo al potere come qualcosa di distante, qualcosa che riguarda solo le grandi decisioni politiche o economiche. Ma il potere si manifesta anche nelle nostre relazioni quotidiane. Pensa a come esercitiamo il potere nelle nostre interazioni con gli altri: quando decidiamo cosa fare con un’amica, quando scegliamo di comunicare un nostro bisogno, o quando influenziamo le decisioni di chi ci sta vicino.
Il potere è presente in ogni aspetto della nostra vita, e riconoscerlo è il primo passo per usarlo in modo consapevole.
Ma riconoscere il nostro potere personale significa anche accettare la responsabilità che ne deriva. Non possiamo continuare a vedere il potere solo come qualcosa che appartiene agli altri, qualcosa di cui siamo vittime. Dobbiamo riconoscere che anche noi abbiamo potere, e che possiamo usarlo per fare la differenza.
Quindi, se il potere è neutro, e sei tu a decidere come usarlo, cosa ti impedisce di usarlo per il bene? Perché continuiamo a vedere il potere come qualcosa di intrinsecamente malvagio? Forse è il momento di rivedere il nostro rapporto con il potere, di smettere di demonizzarlo e di iniziare a considerarlo per quello che è: uno strumento. Uno strumento che può essere usato per creare, per costruire, per migliorare la nostra vita e quella degli altri.
Dobbiamo iniziare a renderci conto che il potere, quello vero, è qualcosa che abbiamo sempre avuto dentro di noi, ma che abbiamo sempre temuto di usare. Forse scopriremmo che possiamo fare molto di più di quanto avremmo mai immaginato.
Abbiamo solo iniziato a grattare la superficie di un tema complesso e sfaccettato, ma spero che questa puntata ti abbia dato qualche spunto per riflettere su come vedi il potere nella tua vita e su come puoi utilizzarlo, anche nella quotidianità, per migliorarla. Perché il potere è nelle tue mani, anche quando non te ne rendi conto.
La prossima volta, prima di cedere alla tentazione di lamentarti per qualcosa, prova ad andare a cercarlo e chiederti cosa puoi farci, sostituendo l’azione alla lamentela: sono certa che ti scoprirai capace di grandi magie!
Ringrazio per i primi dodici episodi di questo podcast la mia preziosa amica e collega Manuela Limonta, che mi ha aiutato a portare fuori i ragionamenti che condivido con te.

Grazie per questa puntata. Riflessione potente. Mi fermo a riflettere e a osservare.🌸
Grazie a te per averla ascoltata Marilisa! Buone riflessioni. 🙂
Grazie Giada!
Questo episodio parla di un tema caldo per me in questo momento e arriva a ricordarmi che il potere personale non è qualcosa da costruire da zero ma da lasciar emergere.
La mia carta guida di quest’anno è l’Imperatrice: ammetto che ci sto “lottando” da gennaio!
Io mi riconosco di più nel potere della Papessa: il mio potere è sempre stato silenzioso, interiore, intuitivo.
Ma ora sento che è tempo di portarlo anche fuori, di dargli forma e voce senza tradirne la radice. Voglio riuscire ad integrare queste figure di potere: non voglio forzarmi, ma nemmeno tirarmi indietro. Sento che il mio passaggio evolutivo ora è proprio questo: unire grazia e potere, visione, presenza e azione.
Work in progress!
Ciao Stefy, secondo me è possibilissima quest’integrazione di cui parli! Se pensi ai tarocchi sono una sintesi perfetta del fatto che il tipo di potere incarnato dall’Imperatrice si posa su quello della Papessa: uno non può esistere se non esiste prima l’altro, e infatti questi arcani esistono in un ordine numerico ben preciso. Il potere interiore della Papessa che descrivi se coltivato con cura, dedizione e soprattutto intenzione, finisce naturalmente per arrivare all’esterno trasformandosi anche in quello dell’Imperatrice, e senza per questo perdersi o cambiare nella sua natura, ma coesistendo armoniosamente. È un po’ come versare una tazza di thè e semplicemente non smettere di versare: la tazza si riempirà, e quando sarà colma il thè inizierà a strabordare all’esterno. Ecco, secondo me il potere funziona un po’ così: a prescindere dalla qualità del nostro, bisogna sempre prima coltivarlo dentro fino a che l’avremo rafforzato abbastanza da fare sì che strabordi naturalmente e armoniosamente fuori, portandosi nel mondo senza sforzo. In bocca al lupo per il tuo work in progress! 🙂
cara Giada, grazie per la tua bellissima risposta!
In effetti gli ultimi anni per me sono stati proprio un divenire evolutivo che è partito da Il Matto e che ora sta attraversando L’Imperatrice e sento che un primo ciclo si chiuderà con La Giustizia…ne ho ancora di strada! Viva il lupo 🙂