Persefone © Giada Carta

Persefone è una delle dee più affascinanti e complesse della mitologia classica. È un archetipo antico che ha dei corrispettivi in molti altri pantheon ed è un archetipo di trasformazione che, nel corso della storia che la riguarda, si trasforma da fanciulla inerme a potente regina degli inferi, colei che ha il potere di stabilire quale sarà il destino eterno delle anime dei morti.

Sulla storia di Persefone e di sua madre Demetra erano incentrate le celebrazioni dei Misteri Eleusini, uno dei più importanti rituali religiosi e iniziatici dell’antichità. Persefone è anche una dea profondamente legata alla nostra terra, poiché la sua storia si svolge in Sicilia.

Prima di essere nota con questo nome Persefone, figlia di Demetra e Zeus, era nota come Kore, un termine che in greco antico significa fanciulla e racchiude l’idea stessa della giovinezza in boccio.

Il mito racconta che, mentre Kore raccoglieva dei fiori a poca distanza dalla madre in compagnia di alcune amiche, si allontanò attratta da un fiore particolare, un narciso nero: nel momento in cui la fanciulla colse il fiore la terra si aprì per permettere al dio degli inferi Ade, che se ne era innamorato, di rapirla con il suo carro per portarla con sé nel suo regno dell’oltretomba e renderla sua regina.

Demetra accorse alle urla strazianti della figlia ma era ormai troppo tardi: Kore era sparita e sua madre non sapeva cosa le fosse accaduto. Iniziò quindi a vagare per il mondo in cerca della figlia dopo aver chiesto a tutti gli dei cosa fosse successo: ma nessuno, nemmeno Zeus che era il padre di Kore e sapeva, osò risponderle, per non sfidare il potente dio degli inferi.

Fu solo la dea Ecate ad aiutare Demetra, accompagnandola a parlare col sole che tutto vedeva e le raccontò finalmente cosa fosse accaduto a sua figlia.

La rabbia di Demetra fu tale da farle decidere che, se Kore non le fosse stata restituita, avrebbe reso la terra sterile per sempre. Il mondo diventò quindi freddo e arido, nulla dava più frutti e gli uomini morivano di fame. Zeus dovette cedere e chiedere a Ade di restituire Kore alla madre.

Nel frattempo, Kore durante la sua permanenza negli inferi si trasforma: dopo un primo momento di terrore, smarrimento, nostalgia della madre e pianti, pian piano Kore si adatta alla situazione fino a diventare la consorte di Ade, la regina degli inferi, l’unica ad avere il potere di scegliere quale sarà il destino delle anime dei defunti.

È in questo momento che prende il nome di Persefone: ci sono diverse ipotesi sul significato di questo nome, che è senz’altro precedente alla cultura greca e potrebbe significare “colei che porta abbondanza”, “colei che porta la luce” o “colei che è capace di cogliere ciò che si trasforma”.

Quando Zeus chiese a suo fratello Ade di restituire Persefone dovette mandare a riprenderla il dio Ermes, l’unico tra quelli dell’Olimpo capace di muoversi tra il cielo e gli inferi; Demetra chiese ad Ermes di riferire a Persefone che per nessun motivo, prima di tornare da lei, doveva assaggiare del cibo dell’oltretomba.

Quando Ermes scese nel mondo di sotto per ricondurre Persefone da sua madre le riferì chiaramente il messaggio di Demetra, che Persefone ignorò deliberatamente, mangiando tre chicchi di un melograno appena offertole da Ade: proprio questo gesto la rese definitivamente parte dell’aldilà, costringendola a passarci un quarto dell’anno, per tornare poi in superficie il resto del tempo.

Fu solo quando Demetra riabbracciò sua figlia che permise di nuovo alla terra di fiorire e dare i suoi frutti, sfamando nuovamente tutta l’umanità. Da allora, nel periodo passato da Persefone nell’aldilà la terra non avrebbe dato più frutti a causa della disperazione di Demetra, e nel resto del tempo sarebbe rifiorita.

Come avrai sicuramente intuito, l’archetipo di Persefone è davvero complesso e ha tanto da offrire; nella maggior parte dei casi viene interpretato come il simbolo dell’equilibrio tra luce e ombra, ma è molto più di questo.

Persefone rappresenta infatti quella parte di noi sempre bambina e vulnerabile, affamata d’amore, che cerca il valore di sé nell’amore degli altri e per cui la cosa più importante è essere accettata, anche a costo di modellare la propria personalità sulle aspettative degli altri.

Le donne con un archetipo Persefone forte e non evoluto dentro di sé faticheranno per tutta la vita a prendere decisioni, a fare qualcosa senza una guida, a prendere una posizione netta, per la paura costante di essere giudicate e di deludere le aspettative degli altri.

Se sei una Persefone incallita la tua specialità è rimuginare, chiuderti in te stessa analizzando ogni situazione e ricamandoci sopra film mentali infiniti per ricordarti a un certo punto che nulla di quello che hai immaginato è ancora successo; sarai la regina del “incontro solo uomini stronzi/pazzi/problematici/che non si vogliono impegnare”, sarai cintura nera di pesantezza perché sei costituzionalmente incapace di passare leggera sopra le cose e basta un respiro a ferirti.

L’evoluzione della nostra Persefone interiore dal suo aspetto ombroso a quello luminoso, la trasformazione da fanciulla a regina con tutti i doni e il potere che questo comporta sono possibili solo attraverso l’integrazione di altri archetipi, per esempio quelli di Artemide e Afrodite.

Questo perché una delle caratteristiche di Persefone è una profonda ricettività e uno dei suoi talenti è quello della trasformazione, del cambiamento che segue anche alla peggiore delle situazioni che ci troviamo a subire.

Riconoscere e onorare questa dea dentro di te, anche quando la sua fragilità ti disturba, è il primo passo per facilitare la sua evoluzione e aprirti al cambiamento, che poi passa attraverso la conoscenza di dee più attive e concentrate su se stesse.

Se ti sei riconosciuta in Persefone e vuoi approfondire la sua conoscenza e quella degli altri archetipi per capire quali ti appartengono e quali puoi usare per lavorare su di te, il prossimo step è scaricare la visualizzazione gratuita che ho creato per te. Buona scoperta!