The everyday goddess © Giada Carta

Se cerchi l’hashtag #theeverydaygoddess su Instagram, la primissima immagine che ti appare in ordine cronologico è una foto che ho scattato in montagna nel lontano 2015, che commentavo con un “io oggi lavoro da qui”.

Era il periodo in cui ancora lavoravo come dipendente ma già mi stavo uccidendo di lavoro per rendere reale il mio sogno di un’attività in proprio: la prova è che, anziché riposarmi, lavoravo persino nei weekend in montagna. Ti ho già raccontato tutta la mia storia qui, ma oggi voglio dirti di più proprio su questo legame tra il mio lavoro e la spiritualità.

Quando ho deciso di provare sul serio a mettermi in proprio ho passato un anno intero a districarmi tra due lavori senza mai riposarmi per poter trasformare la mia vita come desideravo e, se mi guardo indietro, mi rendo conto che il motore più grande del mio cambiamento è sempre stata proprio la mia spiritualità.

Ho deciso di crearmi un lavoro come dicevo io per molti motivi, ma il più pressante tra questi era il vuoto inesorabile che sentivo ogni volta che pensavo a ciò che facevo in azienda: fare la formatrice mi piaceva moltissimo, non fraintendermi, ed ero anche più che eccellente nel mio ruolo, l’azienda continuava a darmi riscontri positivi e a farmi crescere, ma io sentivo solo di contribuire ad accentuare i mali del mondo mentre facevo la mia parte per far crescere l’ennesima multinazionale che trattava i suoi dipendenti come numeri in nome del profitto.

Chi mi conosce sa che io non ho niente contro il profitto, ma non sopportavo più di far parte di un sistema nei cui valori non mi riconoscevo e sognavo di fare un lavoro pieno di significato, che avesse al centro il mio profondo senso del sacro e che fosse in grado di produrre un impatto positivo sul mondo.

Secondo la mia idea del divino non esistono salvatori, tutti siamo parte della stessa potentissima energia creatrice e ne custodiamo una scintilla che se alimentata si trasforma in un fuoco che ci rende capaci di realizzare qualunque cosa: aiutare le donne a riscoprire e far esplodere quella scintilla in tutto il suo splendore è sempre stata la mia missione, una missione che per me è strettamente legata al sacro e alla spiritualità.

Spesso quando si pensa alla spiritualità si pensa a qualcosa di noioso, articolato e alla portata di pochi, la mente corre a religioni, guru e maestri, a volte ci diciamo che non siamo persone spirituali perché dio e tutti i suoi annessi e connessi non ci sono mai interessati e siamo persone pratiche, noi.

La verità è che essere spirituali vuol dire qualcosa di ben diverso: certo, può anche avere a che fare con una religione o con guru e maestri se così scegliamo, ma significa prima di tutto impegnarsi con costanza ad andare alla ricerca incessante di se stessi, della nostra vera natura, di quella scintilla che custodiamo e desidera emergere.

Siamo cresciute col pensiero che gli dei e la spiritualità siano cose lontane che non possiamo conoscere e non c’è niente di più falso: il sacro è ovunque attorno a noi, se solo prestiamo attenzione, è soprattutto dentro di noi e quando riusciamo a riconoscere quella scintilla divina nella vita quotidiana, dentro di noi e nel mondo che ci circonda, sentirsi sempre centrate diventa molto più facile e la sensazione di poter realizzare qualunque cosa desideriamo è a portata di mano.

Ho creato l’hashtag #theeverydaygoddess, che in italiano potremmo tradurre come “la dea nel quotidiano” o anche “la dea di tutti i giorni”, in un momento in cui avevo bisogno di essere consapevole della scintilla divina che custodisco in ogni momento e di aggrapparmici, per attingere a tutte le risorse che mi hanno resa capace di riconoscere i miei desideri più autentici e di trasformarli in realtà.

In un momento in cui l’impegno era d’obbligo, la fedeltà a me stessa era difficile e imperativa e la stanchezza mi consumava, l’esercizio quotidiano di osservare le piccole cose attorno a me e nelle mie giornate per riconoscerci quella scintilla divina mi ha sostenuto incredibilmente.

Sto lavorando a qualcosa di unico e speciale per insegnarti a creare la tua personale pratica spirituale (si, si può fare e no, non servono necessariamente religioni, guru o maestri per riuscirci) ma nel frattempo questo esercizio può esserne per te l’inizio: ti invito quindi a cercare il divino dentro e fuori di te ogni giorno, usando l’hashtag #theeverydaygoddess per riempire Instagram della bellezza sacra delle piccole cose e creare una comunità di donne ispirate che possano sostenersi a vicenda lungo la strada verso la conoscenza di sé e la realizzazione dei propri desideri.

Cosa devi fare nella pratica? È semplice: presta attenzione, ogni giorno, ai piccoli segni che ti fanno percepire il sacro e la magia dentro di te e nella tua giornata, cerca il divino e la spiritualità nelle piccole cose, coltiva un senso di connessione con i piccoli doni che la vita ci elargisce generosamente ogni giorno, scatta una foto ogni volta che vuoi, per fermare quel minuscolo istante sacro, e condividila con noi su Instagram usando l’hashtag #theeverydaygoddess.

Vedrai che se ti impegni in questa ricerca con costanza inizierai a sentirti centrata e piena di abbondanza dopo pochissimo tempo e ti stupirai nel notare quanta bellezza e quanta magia che finora avevi trascurato ci sono nelle tue giornate!

Oltre a usare l’hashtag #theeverydaygoddess nei miei post quotidiani io ho deciso di dedicargli anche uno spazio tutto suo, la domenica, sul mio profilo Instagram. Ogni domenica in cui non sarò in vacanza pubblicherò nel mio profilo una foto con un elenco scritto dei piccoli momenti sacri della mia settimana e, nelle stories, una selezione delle mie foto preferite tra quelle di chi ha usato l’hashtag andando alla ricerca del divino insieme a me.

Ti aspetto su Instagram per dare vita a una nuova, meravigliosa comunità di donne ispirate!