Usare i social secondo le tue regole © Giada Carta

[Questo post fa parte della serie social media e autenticità. Puoi leggere gli altri post della serie qui.]

Se hai letto i primi due articoli di questa serie ormai hai capito che racchiudono essenzialmente le mie opinioni, che ti propongo come spunti di riflessione, ma prima di entrare nel vivo del post di oggi voglio fare una doverosa premessa che forse può non essere scontata, chiarendo che io non sono un’esperta di social media.

Non sono una social media manager, non ho studiato social media marketing e non insegno per lavoro a usare i social: sono solo una che li usa nel suo lavoro, ottenendo risultati che ritengo soddisfacenti a fronte di un impegno tutto sommato minimo rispetto a quello che amo profondere in altre attività, e con quello che sto per scrivere intendo semplicemente raccontarti il mio approccio, senza la presunzione di dettare regole.

Anche perché oggi ti parlo del fatto che ciò che ritengo fondamentale per un buon rapporto con i social media è proprio non seguire alcuna regola, o più precisamente seguire solo ed esclusivamente le proprie.

Se c’è una cosa che accomuna tutti i grandi del mondo è che hanno sempre fatto le cose a modo loro: all’inizio sono stati spesso derisi perché non seguivano la corrente, non sono stati capiti, ma alla fine le storie di successo sono sempre quelle di chi ha scelto la propria voce, ad ogni costo.

Tengo sempre presente questa verità in ogni aspetto del mio business ma la sto sperimentando particolarmente per quanto riguarda i social media che, essendo io una super introversa, per me sono una parte davvero faticosa del lavoro, o perlomeno lo erano.

Quando mi sono messa in proprio ho usato moltissimo Facebook per dirigere il traffico sul mio sito: postavo religiosamente, la mattina e la sera di ogni giorno, rispondevo a ogni commento alla velocità della luce e pianificare i contenuti della mia pagina mi portava via una quantità immane di tempo anche perché ero soggetta a distrazioni continue, rappresentate da notifiche e messaggi che spuntavano da ogni dove mentre lavoravo e che trovavo molto difficile ignorare.

All’inizio visto che non mi conosceva nessuno non era un grosso problema ma, man mano che il mio seguito è cresciuto, la mia vecchia gestione di Facebook è diventata insostenibile: ero sempre incollata al cellulare per rispondere in tempo reale dall’app, anche al di fuori del mio orario di lavoro, ero tempestata di messaggi anche complessi per cui Facebook non era certo il luogo giusto, impazzivo dietro alle notifiche che spesso non mi arrivavano correttamente ed ero perennemente impegnata a scoprire le novità su ciò che andava fatto per non far crollare la reach della propria pagina.

Quando mi sono resa conto che rischiavo di trasformarmi nella protagonista di un noto episodio di Black Mirror ho deciso di darci un taglio e, ricordandomi che quando ho scelto di mettermi in proprio l’ho fatto per essere libera, ho scelto appunto di liberarmi da ogni costrizione e di creare le mie personali regole anche e soprattutto per i social media. Ecco quali sono.

 

Posto quello che mi pare

Esistono lezioni ed elenchi infiniti sui contenuti che funzionano meglio sui social, e questa serie di post è nata proprio dal fatto che una delle cose che vengono promosse molto ultimamente è l’autenticità, qualunque cosa significhi.

Io ignoro queste lezioni sistematicamente, pubblicando tutto ciò che davvero mi entusiasma a patto che sia coerente con il mio brand e interessante per il mio pubblico ideale. Sono un’amante del bello, come mentore mi propongo di diffondere ispirazione ed è quella che guida ogni mia creazione.

Sono una persona ordinata e curata per natura e, se in nome dell’autenticità ti mostrassi una foto di quella volta al mese in cui camera mia è in disordine e io sono struccata, non solo non sarei autentica ma trovo che non sarei nemmeno una grande ispirazione. Viceversa, se in viaggio sto sempre vestita come capita e con le mollette di plastica a tenere su i capelli è quello che avrai, in barba a tutte le regole del selfie perfetto.

Forse non avrò il profilo più glamour del mondo per alcuni, per altri invece sarà forse troppo studiato, pazienza: questa sono io, questo è quello che scelgo di comunicare, ciò che non dico fa parte di come scelgo di farlo e questo è quanto. Non si può piacere a tutti, e prima lo capiamo e meglio è, soprattutto nel lavoro in proprio dove questa realizzazione rappresenta una salvezza.

 

Posto quando mi pare

Se ho verificato che la costanza sui social è la chiave del successo su questi canali è ancora più vero che non ho la benché minima intenzione di sentirmi costretta a vivere perennemente connessa in funzione del mio business.

Mi prendo quindi spesso e volentieri dei periodi di stop dai social media, usandoli quando davvero sono ispirata e quindi posso comunicare quella stessa ispirazione. L’ispirazione è uno dei valori fondanti del mio lavoro, la costrizione non lo è, la scelta è semplice e ha un senso comunicativo tutto suo se permetto alla mia audience di capire che anche il mio modo di stare sui social è coerente con il mio business.

Può essere che questa mia gestione del tempo online mi impedisca di ottenere grandi numeri sui miei canali: sticazzi! Il mio focus è avere un lavoro di successo mantenendo una buona dose di libertà nella vita e per ottenere questo i grandi numeri non sono fondamentali.

 

Non mi ossessiono con i numeri

Perché i numeri sono solo questo, numeri. Non sono un indicatore di successo, dal momento che potrei essere la persona più insoddisfatta del mondo e avere milioni di fan sui social media, e non sono nemmeno necessari alla crescita del business.

Se davvero vuoi che i social siano uno strumento che ti aiuta a crescere, è sulla qualità delle relazioni e non sulla quantità che devi concentrarti. Che te ne fai di diecimila fan su Facebook se poi nessuno ti risponde quando pubblichi qualcosa? Meglio cinquecento persone che parlano davvero con te, non credi?

Avere numeri più bassi di qualcun altro sui social non significa essere condannati ad avere meno successo nel proprio lavoro, anzi. Io per prima ho un seguito molto limitato rispetto a molti altri professionisti, eppure spesso guadagno di più semplicemente perché so far fruttare meglio quei numeri piccoli.

 

Paletti, paletti, paletti

Come ti dicevo prima l’interazione costante per me è molto faticosa e, dopo un po’ di tempo, il numero di messaggi che ricevevo sui miei canali social era diventato insostenibile.

Così ho piazzato sul mio profilo Facebook personale una bella immagine che invita gli sconosciuti a non chiedermi l’amicizia, ho messo un autoresponder sulla mia pagina professionale che porta chi mi scrive su Facebook a usare invece l’e-mail, ho disattivato su Instagram la possibilità di rispondere alle mie stories.
Forse risulterò acida per alcuni, ma a me stessa risulto ben più sana di mente ed è questo che importa, senza contare che la qualità delle interazioni col mio pubblico è molto migliorata.

Per esempio, quando le persone potevano rispondere alle mie stories ricevevo una miriade di messaggi spesso non significativi a cui comunque mi sentivo obbligata a rispondere per non essere scortese. Adesso, chi mi scrive lo fa solo se ha qualcosa di importante da dire dal momento che è più difficile farlo, ed è tutta un’altra vita.

 

Il giusto tempo

L’ultima regola rivoluzionaria che ho stabilito per migliorare il mio rapporto con i social media è relativa alla gestione del tempo. Prima ero perennemente connessa, adesso invece ho definito finestre di tempo precise e, cascasse il mondo, mi trovi online solo in quelle.

Ho disinstallato l’app di Facebook dal cellulare e lo guardo solo da pc, una volta al giorno e cinque giorni alla settimana, mentre su Instagram sono presente tutti i giorni, tendenzialmente solo la sera. Pare che il nuovo algoritmo penalizzi chi non risponde in tempo breve ai commenti, mostrando più volentieri i post che hanno le interazioni più rapide: sticazzi l’ho già detto, giusto?

Da quando ho iniziato a seguire le mie regole personali non è morto nessuno tantomeno il mio business che, anzi, è sempre più in salute e, fermo restando che io non sono un’esperta di social media, mi sento di consigliarti, da brava Soulful Mentor quale sono, di provare a stabilire le tue per ritrovare una dimensione più libera e sana per te e il tuo business.

Sono convinta che trovare la tua voce più autentica, davvero questa volta, sarà molto più facile e questo non potrà che ripercuotersi positivamente sul tuo lavoro. Se hai bisogno di una mano per imparare ad ascoltarti e creare le tue personali regole, dai un’occhiata qui e non rimarrai delusa.

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